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Ritrovare la Rotta

Ritrovare la Rotta - di Luigi Antonio Zucca –
Cosa succede quando due anime disperse si incontrano per caso e si uniscono, versando in modo puro e totale nell’altro le proprie paure, i propri sogni, i propri amori, cercando di curare le proprie ferite?
Vito, lo stilista, genio della moda che decide di ripulire la maison che era arrivata nell’élite mondiale della haute couture grazie al suo estro e alla sua passione e Bruno, funzionario di una piccola banca svizzera, nauseato dal malaffare quotidiano, trascorrono un weekend insieme, dove cercano di riparare i danni causati da anni di navigazione nel mare tempestoso della vita.
Vent’anni dopo quell’incontro sulle rive del Lago di Ginevra arriva Selvaggia, la nipote dello stilista, che scopre quanto possa essere semplice, genuino e appagante stare con delle persone che ti vogliono bene, così, per quello che sei. La forza e la calma di Béatrice, l’incontrollabile allegria e vitalità di Madeleine sono fondamentali per la giovane ragazza per ritrovare la rotta verso casa.
L’amore reciproco, la genuina e spontanea manifestazione di gioia verso il prossimo, saranno gli elementi naturali con cui i protagonisti si cureranno dal male con cui avevano vissuto per troppo tempo, spogliandosi ognuno dall’egoismo, dall’invidia e dalla menzogna, causa della proprie solitudini. *
Il libro prende spunto dal caso Versace. L’omicidio dello stilista avvenuto il 15/7/1997 a Miami, Florida. Il caso venne risolto in pochi giorni. Il romanzo non si concentra sul delitto o sulla efficienza o meno delle indagini, anche se lascia spazio a qualche dubbio … ma sul viaggio interno che ognuno dei protagonisti percorre, sulla propria vita, sulle proprie delusioni e fallimenti, sui propri modi di vedere il mondo. Vito e Bruno si aprono uno verso l’altro per confidare le proprie emozioni, sentimenti, rabbie. Béatrice con i suoi modi affabili, dolci e gentili, contribuisce ad un perfetto weekend, trascorso sul Lago di Ginevra.
Dopo l’omicidio Bruno resta intrappolato nei suoi conflitti interni per vent’anni, sino all’arrivo di Selvaggia che con Madeleine, la figlia più giovane della famiglia Falcone, va a formare una coppia che occuperà gran parte della seconda metà del romanzo.
Per tutti vi sarà la possibilità di cercare “Ritrovare la Rotta”. Alcuni vi riusciranno, altri saranno fermati nel tentativo di rimettere in sesto i disastri occorsi dopo anni di navigazione nelle tempeste della vita.

Il romanzo è una mia personale raccolta di “J’Accuse!” (titolo del quotidiano socialista “L’Aurore” del 13/1/1898, scritto dal direttore Émile Zola), formulate dai personaggi per raccontare storie di malaffare, di ingiustizie, di violazioni nei confronti del cittadino onesto. Ognuno dei protagonisti rivolge il suo personale “J’Accuse” con il chiaro intento di smuovere le acque stagnanti di un Paese alla deriva e di un Popolo ridotto al coma socio–culturale da una classe politica infame e corrotta.

All'inizio del libro una citazione di Guglielmo da Baskerville (da “Il Nome della Rosa” di Umberto Eco): “I libri non sono fatti per essere creduti, ma per essere sottoposti a indagine. Di fronte a un libro, non dobbiamo chiederci cosa dica, ma cosa ci vuol dire.” Si intende pronunciare, a chiare lettere a chi si appresta a sfogliare le pagine di questo libro, di entrare nel vero significato delle parole scritte, di violentarlo, di vivere le passioni e le vicissitudini dei personaggi, di riempire le pagine con i propri appunti, le proprie riflessioni, le proprie emozioni. Un esercizio per ritrovare il senso critico dentro ognuno di noi, capacità ormai agonizzante da tempo.

Nello scrivere questo romanzo il mio pensiero è volato spesso a Chico Forti: una dedica alla storia di un uomo, un dramma che molti, troppi, non conoscono (www.chicoforti.com)

* “In ogni tempo e in ogni regime, la vera solitudine dell’uomo è quella prodotta dalla menzogna, dall’invidia e dall’egoismo.”
tratto dal libro “Uscita di sicurezza” del 1965 di Ignazio Silone.

X ulteriori info: ritrovarelarotta@gmail.com